Rinviare la data del Referendum sul taglio dei parlamentari Il Comitato per il No scrive a Mattarella, Conte, Fico e Casellati

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In una lettera inviata al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Consiglio dei ministri, della
Camera e del Senato, firmata dal suo presidente Massimo Villone (che si allega), il Comitato per il
NO al taglio dei parlamentari promosso dal Coordinamento per la democrazia costituzionale
considera “indispensabile un rinvio della data del 29 marzo” fissata per il Referendum
costituzionale.

La motivazione consiste nell’emergenza determinatasi per il coronavirus e le disposizioni adottate
con il decreto legge emanato dal Governo. Quest’ultimo prevede la sospensione di
manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura
, anche se in luoghi chiusi aperti al pubblico, quindi
anche quelle connesse al referendum. Del resto questo è già accaduto in Lombardia e in Veneto,
ove iniziative già previste sono state rimandate a data da destinarsi. Se solamente ci si ferma a
queste due regioni, 12 milioni di aventi diritto al voto
, quasi un quarto del totale in Italia, sono
deprivati della necessaria informazione che possa permettere un voto libero e consapevole
. Ed è
improbabile che simili provvedimenti rimangano circoscritti alle due regioni sopracitate.
Il Comitato ritiene quindi che dovrà essere fissata una nuova data per la consultazione
referendaria nel momento in cui l’emergenza verrà considerata effettivamente superata, se
necessario anche attraverso un decreto-legge in deroga
da parte del Governo, che sarebbe
effettivamente motivato da ragioni di straordinaria necessità e urgenza come previsto nell’art.77
Cost.
“Diversamente” – conclude il Comitato – i suoi aderenti “subiranno una lesione non rimediabile dei
loro diritti costituzionali”. Per questi motivi si chiede al Presidente del Consiglio di fissare un
incontro con tutti i Comitati per il No
.
Roma, 25 febbraio 2020