La Basilicata chiede la sospensione del voto referendario

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Dichiarazione di Alfiero Grandi, vicepresidente Comitato per il No al taglio del Parlamento

La Regione Basilicata ha presentato venerdi scorso un ricorso alla Corte costituzionale contro la modifica costituzionale che taglia i parlamentari, chiedendo la sospensione del voto referendario. La regione ha chiesto direttamente alla Corte, come è in suo potere, di decidere su un punto di sostanza, non solo sul pasticcio di un unico appuntamento per votare per le regioni, per i comuni, per le suppletive parlamentari e per il taglio del parlamento.

Il Comitato per il No al taglio del parlamento ha sostenuto il ricorso ai giudici contro l’election day.  Anche i senatori che hanno promosso il referendum hanno chiesto alla Corte di decidere contro l’election day.

La Basilicata ha fatto di più perché ha denunciato che avrebbe con il taglio dei parlamentari solo tre senatori, anziché i 7 attuali, mentre il Trentino Alto Adige, paragonabile per abitanti, ne avrebbe 6.  Questo squilibrio nella rappresentanza parlamentare  ci sarebbe anche in altre regioni, senza dimenticare l’enormità che 5 milioni di italiani all’estero avrebbero solo 4 senatori creando un ulteriore squilibrio.

Per di più i correttivi costituzionali e la nuova legge elettorale richiesti dal pd e leu per tentare di giustificare il loro capovolgimento di posizione, da voto contrario a voto favorevole, sono ben lontani dall’essere approvati .

La Basilicata solleva presso la Corte un quesito di fondo sulla modifica della Costituzione che reca un grave squilibrio alla capacità del Parlamento di rappresentare  i territori. Si rafforza dunque la convinzione del Comitato per il No che, nell’interesse della Basilicata e del paese è bene vi sia un pronunciamento della Corte per individuare le modalità di soluzione dei problemi.

Se malauguratamente verrà confermata la data è comunque indispensabile chiedere un deciso NO nel voto referendario di settembre.

26 luglio 2020