“Peggio il tacon del buso”

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Dichiarazione di Alfiero Grandi, vicepresidente del
Comitato per il No al referendum sul taglio del Parlamento

Il Pd si sta rendendo conto che acconsentire al taglio del parlamento è stata una decisione sbagliata: per
ragioni di principio, avendo ridotto la Costituzione ad argomento di accordo politico per fare il governo
Conte 2, per ragioni di merito, perchè ha avallato un grave attacco populista al parlamento che invece
dovrebbe rappresentare i cittadini e perché si creera’ un divario tra le rappresentanze dei territori, avendo
fatto l’errore di accettare per i cosiddetti correttivi (altre modifiche della Costituzione e nuova legge
elettorale) un percorso separato che li ha fatti finire su un binario morto.
Ora c’è un tentativo disperato di rimettere in moto la legge elettorale, ma è un rimedio peggiore della
malattia che vorrebbe curare perchè non ammette gli errori e quindi non dice con chiarezza che l’unico
rimedio è votare No per bocciare il taglio del parlamento, che porterebbe la Basilicata – come altre regioni
piccole – ad avere la metà dei senatori del Trentino Alto Adige con più o meno gli stessi abitanti e che non si
risolve con la legge elettorale che avrebbe spazi regionali obbligati nel caso passasse il taglio del
parlamento.
Per di più questo colpo al ruolo del parlamento apre la strada ad altre modifiche costituzionali come il
presidenzialismo, vecchio ronzino della destra, per il quale Giorgia Meloni sta raccogliendo le firme che
rendono concreto l’obiettivo di ottenere quei pieni poteri già reclamati da Salvini.
Così facendo è peggio il tacon del buso.
4 agosto 2020