Mentre il fronte del Sì si sfalda,crescono i pronunciamenti per il No al referendum sul taglio del parlamento

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Non solo Gianni Cuperlo, membro della direzione del Pd, in un video spiega le ragioni per cui voterà No al referendum, in contrasto con le indicazioni del suo partito. Tanti dirigenti territoriali hanno fatto pervenire al Comitato per il No al taglio del parlamento messaggi in cui si dichiarano in disaccordo col loro partito, ritenendo che l’eventuale vittoria del Sì possa rappresentare un pericolo per il nostro assetto democratico, incidendo pesantemente sulla rappresentanza.

Per il No si sono pronunciate anche importanti organizzazioni sociali, dall’Arci (che conta più di un milione di soci), all’Anpi, alle Sardine, che nei mesi scorsi hanno riempito le piazze di molte città italiane.  Molto critici verso la riforma costituzionale sono esponenti del mondo cattolico come padre Bartolomeo Sorge, Bernard Shloz, presidente del Meeting di Rimini, il presidente delle Acli Roberto Rossini.

Significative sono anche le prese di posizione di giuristi, di intellettuali come Cacciari, Asor Rosa, Tronti, di cittadini e cittadine che si riconoscono nelle ragioni del No.

Il più temibile avversario del No è l’antipolitica,  il populismo su cui alcuni partiti hanno costruito le loro fortune. Ma la sensazione è che la breccia si stia riducendo e che nel Paese siano ancora fortemente radicati i valori della nostra Costituzione e della partecipazione democratica.

(Sulla pagina Fb del comitato – “comitato nazionale per il no al taglio del parlamento” https://www.facebook.com/comitatonotaglio– e sul sito www.noaltagliodelparlamento.it le ragioni del no e le dichiarazioni pervenute).

Roma, 18 agosto 2020