Basta maltrattare la Costituzione. Facciamo vincere il No

Condividi


Dichiarazione di Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato nazionale

per il No al taglio del Parlamento

La scelta del Pd era preannunciata, quindi nessuna vera sorpresa. Purtroppo è una decisione che crea
ancora più confusione.
La proposta di lanciare una iniziativa per superare il bicameralismo omogeneo tra Camera e Senato,
paradossalmente, conferma che il taglio del parlamento che si voterà il 20/21 settembre è ancora più
incomprensibile e inaccettabile.
Prima Pd e LeU hanno chiesto dei contrappesi al voto sul taglio del parlamento, con una nuova legge
elettorale e altre modifiche della Costituzione. Ora, non solo dopo un anno è tutto e fermo e la confusione
sotto il cielo è grande, ma si cerca di compensare questo blocco oltre che con impegni a parole con una
nuova proposta che investe il ruolo della Camera e del Senato. Era già difficile per Pd e LeU giustificare un
capovolgimento di posizione, dal no al sì, ora la confusione diventa massima. Se erano queste le intenzioni
perché semplicemente non si è scelto di cambiare la proposta voluta fortemente dai 5 Stelle e imposta all’
attuale maggioranza cambiando in parlamento il testo e inserendo da subito le modifiche in modo
comprensibile? Questa ansia di cambiare qualcosa è solo la conferma che il taglio del parlamento è
semplicemente sbagliato, per fortuna il referendum può ancora bloccare questa proposta.
La verità è che sia i contrappesi che questa nuova trovata servono solo per convincere a votare comunque
sì, ma in realtà confermano che il taglio del parlamento è un grave errore che può avere gravi conseguenze
sul futuro della nostra democrazia. Se vincerà il No anche la maggioranza parlamentare avrà il tempo per
chiarirsi le idee. D’altra parte lo stesso Zingaretti ha affermato che un’eventuale vittoria del No non
avrebbe conseguenze sulla tenuta del governo, uno spauracchio agitato strumentalmente.
La nostra Carta fondamentale non può essere cambiata a seconda delle vere o presunte convenienze di
questo o di quel partito, così l’Italia rischia che il taglio del parlamento diventi il cavallo di troia per
stravolgere la Costituzione, ritenuta fino a qualche anno fa la più bella del mondo anche da PD e LeU.
Per cortesia lasciate in pace glorie del passato, nessuno può seriamente pensare che autorevoli personalità
avrebbero mai fatto sceneggiate come Di Maio ed altri con il taglio delle poltrone di carta davanti al
parlamento o avrebbero motivato il taglio del parlamento con un ridicolo risparmio di costi.
La vittoria del No diventa ogni giorno sempre più importante di fronte alla confusione e alle contraddizioni
della maggioranza che questa iniziativa del Pd non fa altro che confermare.
Basta maltrattare la Costituzione, facciamo vincere il No.
Roma, 8 settembre 2020